Ho iniziato a lavorare nel settore immobiliare il 21 giugno del 1993, alla Tecnocasa di Bardolino, sul Lago di Garda. Trentadue anni dopo, opero ancora sullo stesso lago, oggi alla filiale di Malcesine.
Ho sempre cercato risultati importanti. A due anni dall'esordio, da responsabile, ho portato l'ufficio di Bardolino al secondo posto in Veneto. Con il mio punto vendita di Lazise sono arrivato ottavo in Italia nel 1998. Quando ho rilevato Marostica, l'ho portata in cima all'area di Vicenza. Oggi le classifiche del marchio non mi interessano più, perché non si basano sull'unico parametro che conta davvero: il fatturato.
Da sempre credo che un'agenzia debba diventare un'impresa. Uno staff numeroso e preparato, manager capaci di organizzare e di motivare. È un credo che mi accompagna da trent'anni, e nel mestiere è rimasto un pilastro a prescindere da quanto è cambiato il mercato.
Lavoro prevalentemente nel mercato della seconda casa, sia come prodotto turistico che come investimento. La mia clientela è internazionale per il trenta per cento, soprattutto germanofona: patrimonio consistente, scolarizzazione elevata, aspettative alte. È gente esigente, deve andare tutto alla perfezione perché è il minimo che si aspetta. Negli ultimi due anni ho esteso l'attività al property management e alle locazioni brevi: il prossimo passo del mestiere.
Devo molto a chi mi ha formato lungo questa strada. Luca Terzi e Paolo Alberti agli inizi, Davide Lanfranchi nei momenti meno brillanti della carriera. Negli ultimi anni Stefano Mulas è diventato il mio coach, prima come formatore poi come compagno di strategia. Quando quest'anno mi ha proposto di entrare in Titolare Top, gli ho detto subito di sì.
Quando un titolare si affida a me come coach, parto sempre dalla sua situazione concreta. Le persone hanno storie diverse, percorsi diversi, contesti diversi. Il modus operandi che funziona è quello cucito addosso, non lo schema universale.







